Cyberbullismo – se lo conosci non ti uccide!

Titolo forte, lo sappiamo… ma tant’è. Il fenomeno è in ascesa. I potenziali effetti collaterali gravissimi. La risposta una: consapevolezza!

Ad aprile due appuntamenti importanti, sul tema attualissimo della sicurezza in rete: uno per i ragazzi delle scuole medie di Villa Guardia (seconde e terze) e uno con i genitori (consigliato ai genitori di bambini a partire dalle quinte elementari, ma esteso a tutti gli interessati).
Relatori d’eccezione: il Prof. Edoardo Colombo, medico chirurgo, docente universitario ed esperto di dipendenze tecnologiche e disagio giovanile, e l’Ispettore Capo della Polizia Postale e delle Comunicazioni di Como Nicola Pagani.

Fortissimamente voluti dall’attuale presidente di AGe VG Barbara Morandi, e grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale, nonché della dr.ssa Angela Bracuto (presidente del Lions Club Como Lariano e referente del service Lions di rilevanza nazionale ABUSO SUI MINORI), si concretizzano alcuni appuntamenti importanti per fronteggiare il fenomeno sempre più in voga del cyberbullismo.

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Internet, social network, smartphone, chat, messaggeria istantanea, cyberbullismo, sexting… Come cambiano i mezzi di comunicazione e quali pericoli nascondono?
Bambini e adolescenti spesso passano anche parecchio tempo connessi alla rete senza che gli adulti intorno a loro li abbiano preparati a farlo, li guidino o coadiuvino nel farlo o, in ultima istanza, sappiano proteggerli.
Oggi è decisivo cambiare rotta: aggiornarsi e agire, per il bene dei nostri figli.

Cyberbullismo-Colombo-MINIMALE

La rete è uno strumento. Uno splendido, potentissimo strumento che può però essere devastante.
Ma anche no.

La differenza tra uso e abuso dipende dalla consapevolezza.

Goderne i vantaggi (anche in ambito scolastico) o subirne i contraccolpi dipende dalla conoscenza dei meccanismi e dall’allenamento del senso etico.

cyberbullismo

«L’uso non coretto dei Social Network proietta bambini e adolescenti in un mondo adulto, per il quale non hanno raggiunto, a causa della loro età anagrafica, le necessarie competenze»
dice il Prof. Edoardo Colombo.

Sempre più spesso oggi i giovani si espongono eccessivamente ai media, fornendo di propria iniziativa informazioni personali e dati sensibili potenzialmente rischiosi per la propria integrità.
E tra i fenomeni in preoccupante ascesa, il cosiddetto cyberbullismo, versione tecnologica della vecchia, brutta abitudine di prendersi gioco pubblicamente dei più deboli (diversi, strani), facendosi forza del sostegno del gruppo (omertoso) e della vergogna della vittima.

Il problema specifico della versione digitale di questo fenomeno è duplice: anonimato del carnefice e ubiquità dell’onta. Il cyberbullo, da un lato, gode di maggior protezione poiché in condizione di celare la propria identità; la cybervittima, invece, vede amplificato il proprio imbarazzo e il senso di impotenza, poiché la pressione nei suoi confronti non è solo pubblica ma idealmente mondiale.

«Il dialogo in famiglia è la prevenzione più importante – prosegue Colombo -: denunce e altre azioni possono e devono essere messe in atto per tempo, prima che il danno provocato possa spingere la vittima a conseguenze estreme».
«I genitori, come prima regola, – prosegue – devono insegnare ai figli a pubblicare solo le informazioni strettamente necessarie e a evitare di rendere pubbliche informazioni personali, come il numero di cellulare, la scuola frequentata e l’indirizzo di casa.»

Banale? Per niente, visto che la maggioranza dei ragazzi non ha mai ricevuto nessun tipo di consiglio riguardo il proprio ‘essere’ su Internet.

E invece i consigli servono e serve accortezza, perché – prosegue l’esperto -«pubblicare qualcosa on line equivale ad appendere una foto o un commento sul muro di una strada: chiunque può prenderlo, manipolarlo, rubarlo, copiarlo.»

Lo sa bene la Polizia Postale.
«In rete si corrono moltissimi rischi, non dovete scrivere tutto quello che fate, perché ci sono delle cose private e che tali devono rimanere» – esorta l’ispettore capo Nicola Pagani (qui in un breve intervento proprio con gli studenti).
Le storie al riguardo sono moltissime: da colloqui di lavoro andati male per indagini su un passato ‘virtuale’ non immacolato, a molestie perpetrate tramite e grazie al web.

Ogni informazione, ogni immagine lascia una traccia on line.
Facciamo in modo che sia ‘sensata’ e, soprattutto, non lesiva della dignità di qualcuno.

AGe VG, in collaborazione con l’Amministrazione e con i Lions di Como, ha organizzato un ciclo di incontri, con i ragazzi delle scuole secondarie di primo grado e con i genitori degli studenti dai 10 ai 13 anni.
Un’occasione importante per riflettere, capire, imparare.

Perché la rete è immensa. E nella sua immensità c’è ricchezza e c’è pericolo.
A noi la scelta.
Tu che tipo di internauta vuoi essere?
E, soprattutto, che tipo di internauti vuoi che tuo figlio o tua figlia siano?

Venerdì 17 aprile – in mattinata
Scuola media Sant’Elia (Villa Guardia)
Il prof. Edoardo Colombo e l’Ispettore capo Nicola Pagani
incontrano gli studenti di II e III media
(a scuola, durante le ore di lezione)

Mercoledì 22 aprile – h. 21,00
Palazzetto di via Tevere (Villa Guardia)
Il prof. Edoardo Colombo
incontra i genitori dei ragazzi di 10-13 anni
evento pubblico, libero e gratuito!

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